Quando ero più piccola, e rimanevo sconvolta di fronte alla cupa follia che regna sovrana sul mondo, mi consolavo pensando che col passare degli anni ci avrei fatto il callo e sarei riuscita ad accettarla passivamente, a subirla, ad adattarmi, a vivere insomma, senza pormi più troppi problemi, al riparo da traumi e delusioni.
Invece non è così; più scorre il tempo e più cresce la mia rabbia, più forte è lo sdegno, maggiore è il pessimismo, esasperante quasi il senso di straniamento che mi coglie non appena mi immergo in società, a contatto col genere umano. Ogni giorno è una cicatrice in più che mi porto sulla carne; e cose come stupidità, tracotanza, violenza, prepotenza, arroganza, ipocrisia, soprusi, corruzione, baronie varie, limitazioni alla libertà di espressione, minacce e ritorsioni, soprattutto da parte di gente che poi sale in cattedra a riempirsi la bocca di nomi che non è degno di pronunciare,
ecco, queste cose per quanto mi sforzi non le riesco a metabolizzare, a tollerare; mi provocano la più assoluta repulsione.